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Cronache dal Quarticciolo PDF


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Lettera aperta a Luca Bergamo, Assessore alla Cultura del Comune di Roma


Nella celebre “In via del campo” Fabrizio de Andrè scriveva che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.


Così ieri ho attraversato l’intera città per andare ad ascoltare il neoassessore alla cultura del Comune di Roma, Luca Bergamo. Una “Chiamata alle arti” nella periferia est di Roma, al Teatro del Quarticciolo. Un invito da non mancare, in queste intollerabili ore di sequenza tellurica romana post-mafia capitale.

Nell’aria si avvertono le aspettative altissime di un pubblico ipersensibile ai fatti culturali. Riconosco professori universitari come Valentina Valentini, esperta di Teatro d’avanguardia, Luciano Linzi, neodirettore di Umbria Jazz, e poi scrittori, organizzatori culturali di lungo corso, attivisti del M5S ed anche Eleonora Guadagno, neopresidente della Commissione Cultura.


La discussione parte a tre cilindri. Si contesta la vitalità troppo dispersiva ed entropica di Roma rispetto alle altre capitali. Si contesta il cinismo kafkiano dei bandi che, istigando al ribasso perpetuo, portano a un abbassamento inesorabile della qualità e all’agonia degli entusiasmi anche dei più tenaci missionari della cultura. Insomma, ci si lamenta da più parti di una vita culturale eccessivamente schiacciata tra mercato e burocrazia. Fin qui nulla di nuovo.

Poi l’Assessore prende la parola, un filo di voce nel microfono di chi non sembra avvezzo ai grandi proclami. Lentamente e a fatica comincia a  emergere un concetto chiave: occorre un disegno a lungo termine, non un intervento puntiforme, per pezzi, ma la ricostruzione certosina di un sistema della cultura, Roma come un organismo complesso e vivo. Benissimo. Detta così, una vera e propria rivoluzione copernicana. Ma il pubblico scalpita, quasi geme. Qualcuno ancora spera di realizzare l’utopia collettivistica del Teatro Valle, ma l’Assessore lo stronca senza timore alcuno. Poi c’è chi vorrebbe liberarsi d’emblée dai bandi e dalla fitta coltre burocratica creata scientemente nell’era veltroniana per monetizzare la cultura (Zètema ad esempio, come ieri è emerso, ingoia 30 milioni di euro l’anno dal Comune), ma neanche ciò sarà possibile, pare, nell’immediato.

Ma allora cosa propone il neoassessore a 5 stelle? Quali sono i principi fondamentali che guideranno il suo operato? In un lampo fugace di sincerità, Bergamo ammette che è venuto per parlare senza dire nulla, e che comunque è difficile proclamare slogan mentre si è al lavoro. Ma un principio, rifletto, non è uno slogan. Sta tutta qui la differenza tra un approccio postmoderno e l’uscita concreta dal postmoderno.

La tenerezza tutta apparente del neoassessore e la sua indecibilità certamente  mi incuriosiscono. Oggi però attendiamo, esigiamo un Manifesto chiaro e combattivo intorno a cui riaggregare tutte quelle forze artistiche e culturali che hanno agito saggiamente, tenacemente e sulla base di espliciti principii, in questi decenni a Roma. Chiami pure tutti noi a raccolta, e con noi intendo, ad esempio, l’Accademia di Belle Arti di Roma con il suo esercito di 100 professori e 2640 studenti. Dichiari non un ennesimo stato di emergenza, ma predisponga un piano decennale che riguardi il patrimonio ambientale, urbanistico, storico-artistico, paesaggistico e monumentale di Roma e le attività culturali correlate. E soprattutto sia rapido nel coagulare le forze intelligenti e internazionali che già sono in città e in costante connessione col mondo intero, per far nascere dal letame un bellissimo campo di fiori.


 
PARTORIRE CON L'ARTE, ovvero L'ARTE DI PARTORIRE PDF

Cari Amici, Studenti e Colleghi,
Spero di fare cosa gradita inviandovi notizia di SEINCONTRI al MAXXI sul tema PARTORIRE CON L'ARTE, ovvero L'ARTE DI PARTORIREun ciclo di incontri interdisciplinari rivolto alle donne in gravidanza, ai nascituri, alle neo-mamme, alle coppie e a chiunque voglia approfondire i temi dell'origine, dell'autopercezione e della maternità attraverso lo sguardo congiunto dell'arte e della scienza medica.

Gli incontri si terranno al Maxxi Base, in via Reni 4 A, con cadenza settimanale, a partire dal 5 Settembre, dalle ore 18,30 alle 20. Vi aspettiamo! 

Miriam Mirolla e Antonio Martino

 
APPUNTI DI VIAGGIO - 20 marzo 2014 PDF

SERPENTINE SACKLER GALLERY _ LONDRA



Uno spazio espositivo sobrio, essenziale, elegante, nel cuore di Hyde Park a Londra. La Serpentine Gallery è una delle più importanti gallerie per l'arte contemporanea a livello internazionale. La storica sede è un antico padiglione per il tè degi anni Trenta che sorge in mezzo al verde e proprio vicino al lago artificiale a forma di serpente che divide in due l’immenso parco e da cui prende il nome.

Oltre ad ospitare mostre di altissimo livello la Serprentine ha promosso e lanciato da quasi quindici anni anche un concorso per architetti chiamati a realizzare padiglioni temporanei per gli eventi estivi. Negli anni nomi di altissimo livello hanno partecipato a questa iniziativa, da Zaha Hadid a Frank Gehry, da Jean Nouvel a Herzog e de Meuron fino ad arrivare a Sou Fujimoto.

La Serpentine Sackler Gallery è una nuova galleria pubblica (quindi ad accesso gratuito) che integra la proposta artistica della Serpentine e recupera un altro edificio dismesso, trovando sede all'interno dell'edificio The Magazine, sempre nei Kensington Gardens. Accanto a questa costruzione classica e discreta, riconvertita in spazio espositivo (costruito ad inizio '800, era sede di munizioni militari) si innesta la nuovissima struttura progettata da Zaha Hadid, prima storica vincitrice del concorso per il padiglione temporaneo nel 2000. Si tratta di una sorta di tensostruttura rigida bianca che ospita ristorante e spazi per eventi e che sembra letteralmente sbucare da un fianco della costruzione preesistente.

Un nuovo gioco di innesti dunque per l'architetto anglo-irachena che dopo il MAXXI si cimenta ancora una volta nelle difficile ma accattivante scommessa di integrare edifici storici preesistenti con archisculture contemporanee. Un altro luogo dove arte e architettura hanno trovato un felice equilibrio, realizzato questa volta nella sua città adottiva.

All'interno della Sackler Gallery, è attualmente allestita la mostra di design di Martino Gamper "Design is a state of mind" che  coinvolge tra i nomi più celebri dell'architettura e della progettazione di interni.


Roberta Filippini


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LETTERA AL SINDACO DI ROMA 07/03/2014 PDF

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"Ogni artista della seconda metà del secolo nasce all'insegna dell'esperienza diretta o indiretta della guerra, e dal modo in cui risponde simbolicamente alla morte, alla perdita e al lutto attraverso la propria creatività" (Miriam Mirolla, 2001)
"Any individual, before he can be considered an artist, is an explosive mixture of collective biography and individual pathology" (Miriam Mirolla, 1999)
"Gli Stimoli Psycho-Pop sono degli autoritratti spietati, antigraziosi, ready-made psichici che conducono la nostra percezione verso il limite del guardabile" (Miriam Mirolla, 2011)
“Nelle diverse poetiche delle giovani artiste del nostro tempo riconosciamo un comune denominatore, ovvero la ricerca di una nuova fisionomia femminile capace di tenere uniti desiderio e creatività, corpo e mente, come mai la cultura patriarcale era riuscita a proporre finora”. (Miriam Mirolla, 2010)
“Grande è la fiducia che riponiamo nel giovane artista. Cosa ci aspettiamo? Semplicemente che cambi la storia introducendo suo malgrado un nuovo sistema di valori.” (Miriam  Mirolla, 2010)
“Mi chiedo quali siano le sensazioni e i pensieri di un giovane artista oggi, quali siano i suoi convincimenti e dove affondi il proprio ideale dell’io. Come siano articolati i suoi dubbi e i momenti di incertezza. I sintomi del malessere e le forme del benessere. Da dove tragga forza per difendere i propri contenuti emotivi e intellettivi. E quale possa essere il motore mobile della sua ricerca estetica.” (Miriam Mirolla, 2010)
“L’arte ha lo scopo di allungare il nostro sguardo sulle relazioni d’amore” (Miriam Mirolla, 2010)
“Il rapporto del soggetto con la presenza fantasmatica è il nuovo asse conoscitivo del XXI secolo” (Miriam Mirolla, 2010)
“La realtà più la sua interpretazione è oggi la linea maestra dell’arte, scopo e prospettiva, futuro dell’immagine e immagine del futuro” (Miriam Mirolla, 2010)

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