Conferenza: Guardare “attivamente”. La ricerca scientifica nel campo delle arti PDF

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Musei Capitolini, Sala Pietro da Cortona

Conferenza

16 Novembre, ore 17-18,30



Guardare “attivamente”.

La ricerca scientifica nel campo delle arti

Miriam Mirolla

Cosa significa “guardare attivamente”? E’ possibile considerare il museo d’arte antica alla stregua di uno stimolo estetico sperimentale? Attraverso quali teorie, procedure e metodi ciò diventa realizzabile ed essenza stessa della ricerca scientifica nel campo delle arti?

Sono queste le domande di avvio del terzo anno di collaborazione tra i Musei Capitolini e l’Accademia di Belle Arti di Roma, fondata sull’interazione originale e rigorosa tra gli studenti /artisti dell’Accademia, alcune scuole italiane e il pubblico internazionale dei Musei Capitolini.


Nata con lo scopo di attuare la ricerca scientifica nel campo delle arti, tale collaborazione ha innescato immediatamente un feedback attivo e funzionale: l’Accademia di Belle Arti, sede effettiva di un sapere e di un saper fare, trova nei Musei Capitolini il luogo naturale di visibilità e di interazione con il pubblico mentre i Musei Capitolini, sottraendosi alla tentazione di facili didattiche post-moderne, sono stimolati a ridefinire nella contemporaneità il senso e la vitalità del proprio ingente patrimonio artistico e monumentale, non solo attraverso le più raffinate operazioni espositive organizzate di anno in anno, ma anche favorendo un rapporto più profondo, metodicamente strutturato e scientificamente misurabile, con i visitatori.


Come accade in ogni ambito disciplinare, anche la ricerca scientifica nel campo delle arti, per essere valida e collettivamente percorribile, deve affondare le sue radici in una specifica tradizione teorica. Nella sperimentazione avviata presso i Musei Capitolini, la teoria estetica che fa da cornice alla didattica è l’Eventualismo, una teoria estetica totale nata a Roma negli anni 70, che integra al suo interno il principi delle Avanguardie Storiche, della psicologia cognitiva e l’approccio transdisciplinare delle teorie della complessità.


Nella conferenza, Miriam Mirolla, docente dell’Accademia di Belle Arti ed esponente storico dell’Eventualismo, illustrerà i principi, i metodi e i risultati di alcuni esperimenti realizzati con gli studenti/artisti del Corso di Psicologia dell’Arte e di Teoria della Percezione e Psicologia della Forma presso i Musei Capitolini, dal 2010 ad oggi.


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"Ogni artista della seconda metà del secolo nasce all'insegna dell'esperienza diretta o indiretta della guerra, e dal modo in cui risponde simbolicamente alla morte, alla perdita e al lutto attraverso la propria creatività" (Miriam Mirolla, 2001)
"Any individual, before he can be considered an artist, is an explosive mixture of collective biography and individual pathology" (Miriam Mirolla, 1999)
"Gli Stimoli Psycho-Pop sono degli autoritratti spietati, antigraziosi, ready-made psichici che conducono la nostra percezione verso il limite del guardabile" (Miriam Mirolla, 2011)
“Nelle diverse poetiche delle giovani artiste del nostro tempo riconosciamo un comune denominatore, ovvero la ricerca di una nuova fisionomia femminile capace di tenere uniti desiderio e creatività, corpo e mente, come mai la cultura patriarcale era riuscita a proporre finora”. (Miriam Mirolla, 2010)
“Grande è la fiducia che riponiamo nel giovane artista. Cosa ci aspettiamo? Semplicemente che cambi la storia introducendo suo malgrado un nuovo sistema di valori.” (Miriam  Mirolla, 2010)
“Mi chiedo quali siano le sensazioni e i pensieri di un giovane artista oggi, quali siano i suoi convincimenti e dove affondi il proprio ideale dell’io. Come siano articolati i suoi dubbi e i momenti di incertezza. I sintomi del malessere e le forme del benessere. Da dove tragga forza per difendere i propri contenuti emotivi e intellettivi. E quale possa essere il motore mobile della sua ricerca estetica.” (Miriam Mirolla, 2010)
“L’arte ha lo scopo di allungare il nostro sguardo sulle relazioni d’amore” (Miriam Mirolla, 2010)
“Il rapporto del soggetto con la presenza fantasmatica è il nuovo asse conoscitivo del XXI secolo” (Miriam Mirolla, 2010)
“La realtà più la sua interpretazione è oggi la linea maestra dell’arte, scopo e prospettiva, futuro dell’immagine e immagine del futuro” (Miriam Mirolla, 2010)

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