FACOLTA' DI BELLE ARTI, ORA! PDF

Articolo pubblicato su Exibart il 29 ottobre 2012: http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=38635&IDCategoria=244


FACOLTA’ DI BELLE ARTI, ORA!
di Miriam Mirolla e Vita Segreto*

Non basta che in Italia le Accademie di Belle Arti siano in sofferenza. Sono pure bistrattate, anche a sinistra.
Due docenti a Roma ci spiegano perché la riforma è necessaria. E nell'interesse di tutti.


C'è un'urgenza per la quale chiediamo una vera mobilitazione: fare approvare la legge di Riforma universitaria delle Accademie statali di Belle Arti presentata in VII Commissione Cultura della Camera dal Relatore Giuseppe Scalera, restituendo così all'Italia quel primato e quella supremazia nel campo dell'arte di cui ha goduto per secoli.
Si tratta di una proposta di Legge che non esitiamo a definire straordinaria e che trasformerà le Accademie di Belle Arti in vere e proprie facoltà universitarie, che rilasciano titoli di laurea, laurea magistrale e dottorati di ricerca. Né più né meno di quanto accade da decenni nei più grandi Paesi dell'Unione Europea.
Chi lavora nelle Accademie d'arte, sa bene che il sistema dell'Alta Formazione Artistica e Musicale è ambiguo e autoreferenziale, che non è più scuola ma non è ancora università. Non funziona l'insostenibile disparità di trattamento tra studenti accademici e studenti universitari, tra docenti accademici e docenti universitari, frutto di un pasticciaccio pseudoriformista che non trova corrispondenza in nessun sistema europeo e mondiale.
Va invece preservata la specificità e la varietà dei percorsi formativi, l'intreccio dei saperi teorici e pratici, la dimensione della ricerca e della sperimentazione, la straordinaria professionalità del corpo docente, ma soprattutto la fisionomia storica delle Belle Arti, articolata in Pittura, Scultura, Scenografia, Decorazione e Grafica. Se la Columbia e la Yale University, l'Università di Oxford e quella di Edimburgo denominano i propri corsi con quelle diciture, è perché quei termini mantengono ancora oggi tutta la loro risonanza, pur riferendosi ad una gamma sempre più vasta di pratiche e linguaggi artistici.
Per questo il Consiglio Nazionale degli Studenti (CNS RUA) innanzitutto, e il CNPABA, un'associazione professionale apartitica ed extrasindacale a cui aderiscono i professori delle venti Accademie statali sparse in tutta Italia, si mobilitano per l'approvazione della riforma.
Qualche mese fa abbiamo diffuso online un appello per chiarire il nostro progetto di Riforma, ricevendo in pochissime settimane il consenso di centinaia di personalità del mondo della politica, dell'università, della scienza, della cultura e dell'arte, tra cui Cesare Romiti, Louis Godard e Eva Cantarella, i Premi Nobel Rita Levi Montalcini e Dario Fo, che ha compiuto i suoi studi a Brera, e il Premio Oscar Dante Ferretti che, per arrivare a conquistare ben tre "statuette", ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Roma…
Ci sorprende e ci rammarica che il centro-sinistra non aderisca alla nostra campagna, anche perché le prime attestazioni di solidarietà, quando abbiamo fatto lo sciopero della fame e organizzato le nostre assemblee nazionali in giro per l'Italia, ci sono giunte proprio da politici del centrosinistra. Perché poi nelle ultime due/tre settimane il centrosinistra abbia deciso di svolgere la parte della forza di reazione e conservazione andrebbe chiesto a quei deputati e senatori che rischiano di assumersi una pesante responsabilità storica, votando contro la Riforma Scalera. Quanto alle ragioni probabili di un tale atteggiamento, non possiamo non ricordare una certa linea di subalternità culturale nei confronti del sindacato, anche su ambiti e progetti di Legge che dovrebbero essere invece concordati con i soggetti realmente coinvolti, vale a dire studenti e professori. Non dimentichiamo poi che negli ultimi quindici anni sono venuti alla luce interessi di gruppi privati che hanno buttato l'occhio sui grandi patrimoni immobiliari e mobiliari delle Accademie, o di quei soggetti, pubblici e privati, che cercano di impadronirsi del patrimonio formativo delle Accademie stesse, anche a prezzo della distruzione di istituzioni secolari.
Tuttavia, poiché crediamo che questa piccola, preziosa, rivoluzionaria riforma riguardi tutti noi e che, una volta approvata, porterà benefici immensi all'Italia, lo sforzo comune e condiviso deve essere quello di agire sul terreno della politica vera, il che significa innescare il coinvolgimento attivo di ciascuno di noi, a partire dai lettori attenti di Exibart che ci hanno seguito fin qui.


Miriam Mirolla. Foto di Federico LarderaVita Segreto
* Miriam Mirolla, Cattedra di Teoria della Percezione e Psicologia della Forma; Vita Segreto, Cattedra di Storia dell'Arte Moderna. Tutte e due insegnano all'Accademia di Belle Arti di Roma

CONSIGLIO NAZIONALE PROFESSORI ACCADEMIE DI BELLE ARTI
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http//:facoltadibellearti.wordpress.com

Fb: Cnpaba Professori Belle Arti


 
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"Ogni artista della seconda metà del secolo nasce all'insegna dell'esperienza diretta o indiretta della guerra, e dal modo in cui risponde simbolicamente alla morte, alla perdita e al lutto attraverso la propria creatività" (Miriam Mirolla, 2001)
"Any individual, before he can be considered an artist, is an explosive mixture of collective biography and individual pathology" (Miriam Mirolla, 1999)
"Gli Stimoli Psycho-Pop sono degli autoritratti spietati, antigraziosi, ready-made psichici che conducono la nostra percezione verso il limite del guardabile" (Miriam Mirolla, 2011)
“Nelle diverse poetiche delle giovani artiste del nostro tempo riconosciamo un comune denominatore, ovvero la ricerca di una nuova fisionomia femminile capace di tenere uniti desiderio e creatività, corpo e mente, come mai la cultura patriarcale era riuscita a proporre finora”. (Miriam Mirolla, 2010)
“Grande è la fiducia che riponiamo nel giovane artista. Cosa ci aspettiamo? Semplicemente che cambi la storia introducendo suo malgrado un nuovo sistema di valori.” (Miriam  Mirolla, 2010)
“Mi chiedo quali siano le sensazioni e i pensieri di un giovane artista oggi, quali siano i suoi convincimenti e dove affondi il proprio ideale dell’io. Come siano articolati i suoi dubbi e i momenti di incertezza. I sintomi del malessere e le forme del benessere. Da dove tragga forza per difendere i propri contenuti emotivi e intellettivi. E quale possa essere il motore mobile della sua ricerca estetica.” (Miriam Mirolla, 2010)
“L’arte ha lo scopo di allungare il nostro sguardo sulle relazioni d’amore” (Miriam Mirolla, 2010)
“Il rapporto del soggetto con la presenza fantasmatica è il nuovo asse conoscitivo del XXI secolo” (Miriam Mirolla, 2010)
“La realtà più la sua interpretazione è oggi la linea maestra dell’arte, scopo e prospettiva, futuro dell’immagine e immagine del futuro” (Miriam Mirolla, 2010)

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