L'arte c'est moi - 15 interviste sull’arte contemporanea PDF

Abstract del libro


"L'arte c'est moi" è una raccolta di quindici interviste ad alcuni tra i maggiori protagonisti dell'arte contemporanea:

Gianfranco Baruchello, Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Plinio De Martiis, Paola Gandolfi, Joseph Kosuth, Sergio Lombardo, Simonetta Lux, Fabio Mauri, Maurizio Mochetti, Harald Szeemann, Cesare Tacchi, Ikè Udè.

Capire l’arte contemporanea implica oggi una conoscenza diretta dei suoi protagonisti. Solo attraverso ognuno di loro è possibile un’accurata ricostruzione, da molteplici punti di vista, dei nodi teorici che caratterizzano la seconda metà del Novecento. Dal Futurismo in avanti, infatti, il soggetto/creatore è spesso essenziale e precede la comprensione dell’oggetto artistico. Non basta che l’opera d’arte si presenti con la sua inspiegabile forza feticistica e “auratica” a garantire la trasmissione del sapere. Nella prospettiva dell’autrice l’opera d’arte addirittura ambisce al ricongiungimento con l’autore e con la vitalità del contesto che lo ha generato. In particolare, nella proposta critica de “L’Arte c’est moi”, viene dato un ruolo chiave alla Roma degli Anni 60, in cui anche figure culturali apparentemente secondarie come quelle dello storico, del critico e del gallerista-mercante, riescono a guadagnare una posizione preminente e straordinaria.

L’originalità del libro consiste dunque nel considerare la personalità, le idee, la “visione del mondo” degli autori come fonte di primario interesse. Per questo ogni intervista è preceduta dal fotoritratto dell’autore intervistato e da un profilo biografico che ne mette in luce il carisma individuale.

Nel libro sono analizzate opere nevralgiche della storia dell’arte contemporanea: “In principio era l’immagine”, di Gino De Dominicis, “Necéssaire per l’oltretomba”, di Gianfranco Baruchello, “Muro occidentale” di Fabio Mauri, “30 aste” di Sergio Lombardo, “Mectulle” di Maurizio Mochetti, “Super” di Cesare Tacchi, “Roma, di Enzo Cucchi, “Machine Spider” di Paola Gandolfi, “Tredici locazioni di significato” di Joseph Kosuth, “aRUDE” di Ikè Udè.

Inoltre nel volume sono messi a fuoco alcuni testi e manifesti chiave per l’arte contemporanea: “Il teatro delle mostre” di Plinio De Martiis, “Roma anni 60” di Maurizio Calvesi,  “Minimalia” di Achille Bonito Oliva, “Platea dell’umanità” di Harald Szeemann, “Incantesimi. Scene d’arte e poesia a Bomarzo”, di Simonetta Lux.

Il libro costituisce l’occasione per visualizzare un intreccio di rapporti delicati e stratificati nel tempo, consolidati sia nel conflitto aperto che nella frequentazione amichevole, per esempio attraverso le conversazioni serali nei Caffè che hanno svolto un ruolo importante per l’arte contemporanea, il Caffè Rosati negli Anni 60 così come il Caffè della Pace negli Anni 80. Una storia dell’arte incrociata, dove i punti di vista circa uno stesso evento si moltiplicano per offrire diverse versioni dei medesimi fatti; e i fatti emergenti dal libro sono quelli concentrati essenzialmente nei primissimi Anni 60: il passaggio fulminante di Duchamp a Roma, l’originalità della Scuola di Piazza del Popolo, la vittoria eclatante della Pop Art alla Biennale di Venezia, lo smacco dell’arte europea, l’onda lunga della Guerra fredda sulle vicende artistiche internazionali.

 

MM quotations

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"Ogni artista della seconda metà del secolo nasce all'insegna dell'esperienza diretta o indiretta della guerra, e dal modo in cui risponde simbolicamente alla morte, alla perdita e al lutto attraverso la propria creatività" (Miriam Mirolla, 2001)
"Any individual, before he can be considered an artist, is an explosive mixture of collective biography and individual pathology" (Miriam Mirolla, 1999)
"Gli Stimoli Psycho-Pop sono degli autoritratti spietati, antigraziosi, ready-made psichici che conducono la nostra percezione verso il limite del guardabile" (Miriam Mirolla, 2011)
“Nelle diverse poetiche delle giovani artiste del nostro tempo riconosciamo un comune denominatore, ovvero la ricerca di una nuova fisionomia femminile capace di tenere uniti desiderio e creatività, corpo e mente, come mai la cultura patriarcale era riuscita a proporre finora”. (Miriam Mirolla, 2010)
“Grande è la fiducia che riponiamo nel giovane artista. Cosa ci aspettiamo? Semplicemente che cambi la storia introducendo suo malgrado un nuovo sistema di valori.” (Miriam  Mirolla, 2010)
“Mi chiedo quali siano le sensazioni e i pensieri di un giovane artista oggi, quali siano i suoi convincimenti e dove affondi il proprio ideale dell’io. Come siano articolati i suoi dubbi e i momenti di incertezza. I sintomi del malessere e le forme del benessere. Da dove tragga forza per difendere i propri contenuti emotivi e intellettivi. E quale possa essere il motore mobile della sua ricerca estetica.” (Miriam Mirolla, 2010)
“L’arte ha lo scopo di allungare il nostro sguardo sulle relazioni d’amore” (Miriam Mirolla, 2010)
“Il rapporto del soggetto con la presenza fantasmatica è il nuovo asse conoscitivo del XXI secolo” (Miriam Mirolla, 2010)
“La realtà più la sua interpretazione è oggi la linea maestra dell’arte, scopo e prospettiva, futuro dell’immagine e immagine del futuro” (Miriam Mirolla, 2010)

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