Accademia delle Belle Arti di Roma - Lettera ai colleghi PDF

Roma, 9 Settembre 2010


ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI ROMA

Via di Ripetta

00186 Roma


LETTERA AI COLLEGHI


Carissime colleghe e carissimi colleghi dell'Accademia di Belle Arti di Roma,


Sarete forse stupiti da questa mia improvvisa candidatura che, come un fulmine a ciel sereno, va ad aggiungersi alle già numerose candidature di altri illustri colleghi. Sento dunque la necessità di esporvi le mie ragioni.

Dopo aver insegnato per molti anni in numerose Accademie d'Italia, e durante i miei primi tre anni trascorsi qui con voi nell'Accademia di Roma, ho potuto conoscere a fondo e vivere sulla mia pelle pregi e difetti di questa nostra nobile istituzione, constatando purtroppo, a fronte di una notevole energia individuale dei docenti e degli studenti, una condizione di fragilità crescente della classe docente e, in particolare qui a Roma, la permanenza di una conflittualità pregressa che, non diversamente da ciò che sta accadendo nel Paese intero, rischia di determinare una prolungata empasse istituzionale o peggio ancora, un vuoto, che danneggerà irrevocabilmente il nostro lento, minuzioso ma preziosissimo lavoro didattico e formativo sulle generazioni future, sull'arte del futuro.

Penso alla cortina di ferro che avvolge un Consiglio Accademico troppo distante dalle esigenze dei singoli docenti, spesso sordo se non espressamente ostile ai bisogni, ai suggerimenti e alle indicazioni dei singoli docenti.

Penso all'imbarazzante assenza di una Biblioteca aggiornata ed utilizzabile quotidianamente in una città che è non solo capitale d'Italia, ma anche città nevralgica agli occhi del mondo intero per il suo strepitoso patrimonio artistico antico, moderno e contemporaneo.

Penso all’anomala condizione di isolamento della nostra Accademia in un mondo globalmente interconnesso, dove anche Leonardo da Vinci, se oggi fosse stato un nostro studente, sarebbe presto caduto in depressione.

Penso e avverto nitidamente quelle spinte reazionarie e regressive che puntano anacronisticamente a una concezione artigianale dell'arte, di ritorno al passato, alle care vecchie certezze rinascimentali o addirittura all'ispirazione di tipo creazionista, mentre il mondo occidentale a cui apparteniamo ha da tempo scelto e impostato la realtà sul modello più efficace della ricerca sperimentale, governato dalle teorie evoluzioniste, confutabili e migliorabili, fondate su una valutazione positiva del cambiamento e non sul terrore di ciò che è nuovo, altro, differente.

Io non escludo che l'Accademia possa e debba forgiare artigiani d'eccezione. Anzi, credo fortemente che essa dovrebbe diventare una vera e propria fucina di maestri artigiani, di talenti, di esperti e, soprattutto, di scienziati dell'immagine, scienziati capaci di inventare e introdurre nuove formule e brevetti nelle arti visive, nel design, da trasformare subito dopo in prodotto culturale da diffondere nella società intera.

L'Accademia di Belle Arti di Roma dovrebbe dunque attingere non solo alle note teorie e visioni del mondo che la nostra ricca cultura ha prodotto finora, ma dovrebbe riconoscere l'importanza della ricerca, ripartire dal concetto di avanguardia e cavalcare con audacia il futuro, condividendo il piacere della progettualità e il fascino dell'ignoto con i nostri giovani studenti che, da tutto il mondo, scelgono coraggiosamente di entrare a far parte della nostra nobile Accademia.

Ecco perché sto affrontando con immensa gioia la possibilità della mia candidatura: la mia vuole essere una candidatura neutrale, senza cordate precostruite né schieramenti belligeranti, ma al tempo stesso questa non vuole essere una candidatura in solitaria, o peggio narcisisticamente rivolta a se stessa, bensì una candidatura condivisa e appoggiata dalle spinte interne più innovative, giovani e vitali dell’Accademia.

La mia idea di direzione coincide infatti con l'idea di una squadra viva e pensante che si chiama "corpo docente" e si pone come unico orizzonte la costruzione comune e condivisa di un futuro prima di tutto umano e poi, conseguentemente, artistico e culturale.

Vorrei concludere questa mia lettera ringraziandovi immensamente e ricordandovi che da tutti noi dipende il nostro futuro.



Grazie!

Miriam Mirolla



docente di Teoria della Percezione

Proposta di programma di MIRIAM MIROLLA per la Direzione

dell'Accademia di Belle Arti di Roma 2010-2013


Nel rispetto di tutte le diverse professionalità operanti nell’ambito dell’Accademia di Belle Arti, la sottoscritta Miriam Mirolla propone i seguenti punti programmatici, affinché l’Accademia recuperi una posizione di prestigio artistico, scientifico e culturale capace di competere con le nuove prospettive didattiche e produttive internazionali.


1) L'Accademia di Belle Arti di Roma, come sede di libera formazione, strumento per la circolazione della conoscenza e centro di sperimentazione e produzione culturale, rivolgerà una particolare attenzione ai temi della ricerca in campo artistico - scientifico, valorizzando la sperimentazione e l'aggiornamento internazionale continuo, sia teorico, sia laboratoriale.

2) Legandosi al concetto di "federazione" così come espresso nei testi della Riforma, l'Accademia incrementerà specifici accordi di programma con altre Università e/o Accademie nazionali e comunitarie, al fine di ampliare l’offerta didattica, e favorire progetti di ricerca di respiro internazionale.

3) L'Accademia, nella sua molteplice offerta formativa, perseguirà i principi di qualità, trasparenza e promozione del merito.

4) L'Accademia farà in modo che i criteri di formazione delle commissioni esaminatrici siano sempre adeguati, garantendo la competenza "specifica" dei docenti selezionatori.

5) L'Accademia procederà a una revisione e razionalizzazione dell'offerta formativa.

6) L'Accademia si impegnerà a garantire una distribuzione coerente e scientificamente appropriata dei fondi di ricerca rispetto a obiettivi, indirizzi e risultati conseguiti.

7) L'Accademia garantirà una più efficace e dinamica interazione tra studenti, docenti, amministrazione e direzione.

8) L'Accademia tenderà a liberalizzare maggiormente il piano di studi, permettendo allo studente di raggiungere un’identità formativa massimamente individuale.

9) L’Accademia potenzierà la Biblioteca esistente attraverso il contatto capillare con le maggiori case editrici operanti nel settore artistico - scientifico. Avvierà inoltre un programma di "federazione" con altre biblioteche specializzate della capitale e così, attraverso una mappatura di biblioteche in network, lo studente di Belle Arti potrà assolvere alle diverse esigenze didattiche.

10) L'Accademia proporrà al Comune di Roma la realizzazione di un "pass" (compreso nel costo di iscrizione e in convenzione col Comune) per l'accesso gratuito degli studenti alle mostre, istituzioni museali ed eventi della capitale.

11) L'Accademia avvierà un’adeguata promozione pubblicitaria (carta stampata e web, italiano e inglese) per incrementare le iscrizioni.

12) L'Accademia costituirà un fondo privato speciale di AMICI dell'Accademia per promuovere il concorso economico dei privati e di soggetti donatori.

13) L'Accademia valorizzerà i laboratori già esistenti, avvalendosi anche di sponsor ad hoc e Fondazioni, e promuoverà la nascita di nuovi laboratori, quali ad esempio il Laboratorio di Psicologia dell'Arte.

14) L'Accademia verificherà annualmente l'impegno artistico e scientifico dei docenti, attraverso la presentazione annuale ai colleghi e agli studenti delle ricerche effettuate utilizzando il monte ore della ricerca.

15) Per aumentare il livello di internazionalizzazione del corpo docente, l'Accademia richiederà ai docenti un resoconto dell’esperienza Erasmus e sosterrà maggiormente gli scambi, favorendo l'apertura di nuovi contatti istituzionali.


In fede,

Miriam Mirolla

 

MM quotations

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"Ogni artista della seconda metà del secolo nasce all'insegna dell'esperienza diretta o indiretta della guerra, e dal modo in cui risponde simbolicamente alla morte, alla perdita e al lutto attraverso la propria creatività" (Miriam Mirolla, 2001)
"Any individual, before he can be considered an artist, is an explosive mixture of collective biography and individual pathology" (Miriam Mirolla, 1999)
"Gli Stimoli Psycho-Pop sono degli autoritratti spietati, antigraziosi, ready-made psichici che conducono la nostra percezione verso il limite del guardabile" (Miriam Mirolla, 2011)
“Nelle diverse poetiche delle giovani artiste del nostro tempo riconosciamo un comune denominatore, ovvero la ricerca di una nuova fisionomia femminile capace di tenere uniti desiderio e creatività, corpo e mente, come mai la cultura patriarcale era riuscita a proporre finora”. (Miriam Mirolla, 2010)
“Grande è la fiducia che riponiamo nel giovane artista. Cosa ci aspettiamo? Semplicemente che cambi la storia introducendo suo malgrado un nuovo sistema di valori.” (Miriam  Mirolla, 2010)
“Mi chiedo quali siano le sensazioni e i pensieri di un giovane artista oggi, quali siano i suoi convincimenti e dove affondi il proprio ideale dell’io. Come siano articolati i suoi dubbi e i momenti di incertezza. I sintomi del malessere e le forme del benessere. Da dove tragga forza per difendere i propri contenuti emotivi e intellettivi. E quale possa essere il motore mobile della sua ricerca estetica.” (Miriam Mirolla, 2010)
“L’arte ha lo scopo di allungare il nostro sguardo sulle relazioni d’amore” (Miriam Mirolla, 2010)
“Il rapporto del soggetto con la presenza fantasmatica è il nuovo asse conoscitivo del XXI secolo” (Miriam Mirolla, 2010)
“La realtà più la sua interpretazione è oggi la linea maestra dell’arte, scopo e prospettiva, futuro dell’immagine e immagine del futuro” (Miriam Mirolla, 2010)

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