"The Self-Cube" PDF Stampa E-mail

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The Self-Cube. Maps of internal reality” is a place in which each viewer, upon entering, may generate his/her own psychic self-portrait. The internal environment of the cube is covered by a geography of images in continuous change, and delimits the space of a psychic reflection that envisages and entails a new definition of body, genre, unity, identity, integrity.

The entrance of the viewer/visitor into the cubic space located on the street reproposes the desire to access a place that is isolated from the outside, is protective, of great personal identification: the place of Self, of one’s own thoughts, a psychic center, as it is, metaphorically, the compartment of a car.

The cube becomes the place of Self.

The cube, like a car, envelopes our body with a second skin that moves faster in space, a prothesis in certain aspects more efficient than Self.

A set of photo-collages named Psycho-Pop stimuli is projected on the internal wall of the cube. The viewer has at his/her disposal time to select several images that, in their combinations, will constitute His/Her personal multidimensional psychic self-portrait. This self-portrait will be sent directly to the visitor’s personal e-mail address.



E' il luogo in cui ogni spettatore o spettatrice, entrando, potrà generare il proprio autoritratto psichico. L'ambiente interno al cubo è rivestito da una geografia di immagini in continuo cambiamento, e delimita lo spazio di una riflessione psichica che prevede e comporta una nuova definizione di corpo, genere, unità, identità, integrità.

L'ingresso dello spettatore nello spazio cubico collocato in strada ripropone tout court il desiderio di accedere a un luogo isolato dall'esterno, protettivo, di grande identificazione personale: il luogo del Sé, dei propri pensieri, un centro psichico, così come, metaforicamente, l'abitacolo di un'automobile.

Il cubo diventa il luogo del Sé.

Il cubo, come l'automobile, avvolge il nostro corpo con una seconda pelle che si muove più rapidamente nello spazio, una protesi per certi versi più efficiente del Sé.

Un set di immagini fotografiche viene proiettato sulle pareti interne del cubo. Si tratta di "stimoli psycho-pop" e grafici di topografia psichica che si alterneranno in combinazioni costantemente mutevoli. Lo spettatore ha a disposizione un certo tempo per la selezione di alcune immagini che, nel loro accostamento, costituiranno il proprio personale auritratto psichico multidimensionale. Tale autoritratto sarà inviato direttamente alla e-mail del visitatore.



cubo - filippini roberta.jpgcubo - gagliardi dionigi mattia.jpgcubo - ippolito roberto.jpgcubo - marini marco.jpgcubo - vacca monica.jpgcubo - verdone luca.jpg

 

MM quotations

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"Ogni artista della seconda metà del secolo nasce all'insegna dell'esperienza diretta o indiretta della guerra, e dal modo in cui risponde simbolicamente alla morte, alla perdita e al lutto attraverso la propria creatività" (Miriam Mirolla, 2001)
"Any individual, before he can be considered an artist, is an explosive mixture of collective biography and individual pathology" (Miriam Mirolla, 1999)
"Gli Stimoli Psycho-Pop sono degli autoritratti spietati, antigraziosi, ready-made psichici che conducono la nostra percezione verso il limite del guardabile" (Miriam Mirolla, 2011)
“Nelle diverse poetiche delle giovani artiste del nostro tempo riconosciamo un comune denominatore, ovvero la ricerca di una nuova fisionomia femminile capace di tenere uniti desiderio e creatività, corpo e mente, come mai la cultura patriarcale era riuscita a proporre finora”. (Miriam Mirolla, 2010)
“Grande è la fiducia che riponiamo nel giovane artista. Cosa ci aspettiamo? Semplicemente che cambi la storia introducendo suo malgrado un nuovo sistema di valori.” (Miriam  Mirolla, 2010)
“Mi chiedo quali siano le sensazioni e i pensieri di un giovane artista oggi, quali siano i suoi convincimenti e dove affondi il proprio ideale dell’io. Come siano articolati i suoi dubbi e i momenti di incertezza. I sintomi del malessere e le forme del benessere. Da dove tragga forza per difendere i propri contenuti emotivi e intellettivi. E quale possa essere il motore mobile della sua ricerca estetica.” (Miriam Mirolla, 2010)
“L’arte ha lo scopo di allungare il nostro sguardo sulle relazioni d’amore” (Miriam Mirolla, 2010)
“Il rapporto del soggetto con la presenza fantasmatica è il nuovo asse conoscitivo del XXI secolo” (Miriam Mirolla, 2010)
“La realtà più la sua interpretazione è oggi la linea maestra dell’arte, scopo e prospettiva, futuro dell’immagine e immagine del futuro” (Miriam Mirolla, 2010)

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